| Criteri di strutturazione
educativo didattica dei percorsi La
programmazione modulare o per competenze
È una metodologia educativo-didattica secondo la quale l'insegnante,
dopo aver compiuto un'analisi della figura professionale e della
disciplina che è chiamato ad insegnare in ciascun corso di
qualifica o di post-qualifica, inserisce nel piano didattico gli
argomenti della propria materia (moduli) che, a
suo giudizio, meglio gli consentono far conseguire agli allievi
le competenze prefissate.
Tale attività non può che coinvolgere tutte le classi,
e non solo quelle terminali, al fine di garantire continuità
e coerenza all'azione educativa e didattica specifica di ciascun
indirizzo di studi.
Sulla base degli obiettivi definiti, il consiglio di classe procede
all'organizzazione dei contenuti pluridisciplinari e può,
di conseguenza, stabilire modalità di interazione tra i diversi
insegnamenti, evitando accostamenti forzati o poco coerenti.
In tal modo i docenti perseguono gli obiettivi della programmazione
collegiale in vista dell'acquisizione di un sapere articolato e
nel contempo unitario. Successivamente potranno indicare i metodi
e i mezzi adeguati al raggiungimento di quanto prefissato nonché
esplicitare eventuali attività extracurricolari sempre finalizzate
all'arricchimento del percorso formativo della classe.
Si dicono multidisciplinari (o pluridisciplinari)
le aggregazioni di competenze che si effettuano sulla base di un
criterio estrinseco (per esempio, se ci si occupa del Novecento,
se ne può considerare la storia politica, quella sociale,
la letteratura, l’arte, la scienza eccetera; oppure, se leggo
in inglese un libro di antropologia, dovrò comporre almeno
due competenze, quella linguistica e quella antropologica);
I moduli e le unità didattiche.
I moduli sono gli argomenti fondamentali e sono quasi sempre parti
corpose di una materia per cui vengono suddivisi in unità
didattiche che costituiscono l'unità elementare del processo
didattico e cioè una parte che può essere trattata
in una singola lezione.
La multimedialità.
È l'occasione affinché la scuola possa ridefinire
il suo impianto culturale, la sua forma di insegnamento, le sue
modalità di interazione. La multimedialità non è
semplicemente un nuovo supporto entro il quale far veicolare i vecchi
contenuti di conoscenza. E' qualche cosa di più, è
qualche cosa di radicalmente diverso: è la revisione di questi
contenuti, la revisione di questi impianti; è la mobilitazione
di energie e di creatività in direzioni assolutamente nuove
per la scuola. Ne risulta allora l'esigenza, per una scuola che
effettivamente voglia prendere sul serio la multimedialità,
di ripensare la propria identità, ridefinendo i propri ambiti
di sapere e il proprio rapporto con i giovani.
Le competenze
La competenza è essenzialmente ciò che una persona
dimostra di saper fare (anche intellettualmente) in modo efficace,
in relazione a un determinato obiettivo, compito o attività
in un determinato ambito disciplinare o professionale. Il risultato
dimostrabile e osservabile di questo comportamento competente è
la prestazione o la performance.
Le competenze minime
I docenti inoltre, in base alle indicazioni ministeriali e alla
loro esperienza, stabiliscono le competenze minime e cioè
conoscenze e abilità che lo studente deve manifestare per
poter accedere alla fase successiva del processo formativo.
Scansione delle competenze
Le competenze possono quindi essere:
1) di fine corso (di qualifica o post-qualifica)
2) intermedie (di un segmento o di un intero anno scolastico)
3) di modulo,
4) di unità didattica.
La verifica
L’acquisizione delle competenze ai vari livelli
e momenti del processo educativo, generali o minime va evidentemente
verificato per due buone ragioni:
1) per capire se l'azione didattica è stata efficace o nei
confronti di quanti studenti della classe non lo sia stata;
2) per registrare le situazioni di profitto che ciascuno studente
ha conseguito.
La verifica del primo tipo si chiama "formativa"
ed è quella che l'insegnante pone in essere al termine di
una o più unità didattiche per controllare se il suo
intervento è stato, appunto, efficace.
Uso dei test di apprendimento
Per attuare questa verifica che potrebbe essere fatta auspicabilmente
anche di frequente, si possono usare i test di apprendimento Valutati
i risultati l'insegnante può decidere se proseguire nel percorso
didattico o se fermarsi immediatamente o alla fine del modulo (dopo
tutte le unità didattiche lo compongono) per attuare il recupero
per gli studenti che non hanno conseguito almeno le competenze minime.
Il voto
Alla fine di ogni modulo il docente valuta l’acquisizione
delle competenze significative secondo la classificazione prima
ricordata ed attua la verifica "sommativa"
che è analoga alla valutazione tradizionale (voto).
Lo sforzo che l'istituto sta compiendo da anni,
da quando cioè sono stati introdotti i nuovi corsi dell'istruzione
professionale e con essi la programmazione modulare è stata
assunta come metodologia educativo-didattica, va nella direzione
di migliorare la valutazione degli studenti, depurata il più
possibile degli elementi soggettivi relativi agli insegnanti, che
possono influenzarla.
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